Maker Faire e il mondo che cambia

Anche quest'anno Roma si è trasformata per tre giorni nella più grande capitale mondiale dell'hi-tech, con uno degli eventi più attesi da appassionati di tecnologia e creativi digitali, ma anche famiglie e semplici curiosi. Si tratta di Maker Faire, la fiera dell'innovazione digitale che mette a contatto i produttori e le start up tecnologiche - i maker - con il grande pubblico.
Più di 700 progetti esposti nei 100mila metri quadrati dedicati all'evento: realtà virtuale, innovazione, cyber security e domotica. Ma anche ambiente, sostenibilità, cibo e divertimento. A farla da padrone sono stati principalmente i droni, di tutte le forme e le dimensioni, i robot e le tantissime stampanti 3D. Ecco alcuni dei progetti più ingegnosi.

Ono: stampa in 3D tramite lo smartphone
ONO è un piccolo box in plastica in grado di ottenere oggetti stampati in 3D tramite la luce dello smartphone (sì, avete letto bene). Basta avviare l’app, inserire il cellulare sul fondo della scatola, aggiungere la resina da stampare e chiudere il tutto col coperchio. Pian piano, la luminosità dello schermo farà cristallizzare la resina in vari livelli sovrapposti, che creeranno la forma finale dell’oggetto.

MagicMirror per una casa smart sempre connessa
Se siete web dipendenti e volete poter controllare tutto anche quando siete in bagno, MagicMirror è l’invenzione che fa al caso vostro: uno specchio smart da mettere in bagno, che vi permette di leggere sullo schermo emails, calendario, i dati relativi al meteo, social network, news e molto altro. Il sistema di controllo sfrutta i sensori di prossimità, quindi basta che la mano passi davanti al sensore per attivare la funzione desiderata senza così lasciare impronte delle dita sullo specchio.

GET: un wearable davvero smart
Parlando di wearable e tecnologie indossabili, una delle innovazioni più interessanti è GET, un braccialetto senza schermo ma dotato di tutte le funzioni presenti nei vari smartwatch in commercio: rilevamento del battito cardiaco e del sonno, possibilità di fare e ricevere chiamate sfruttando il proprio dito come un auricolare, avviso per le notifiche ed interazione con app e giochi installati sullo smartphone collegato.

Ma a vincere il premio da 100 mila euro per il miglior progetto maker esposto alla manifestazione sono stati due ragazzi marchigiani Francesco Pezzuoli e Dario Corona con il loro Talking Hands, un guanto capace di tradurre in parole il linguaggio dei segni. Lo strumento registra i movimenti delle mani durante l’utilizzo del linguaggio dei segni, li traduce e li trasferisce ad uno smartphone, che pronuncia la frase tramite un sintetizzatore vocale.
Tante quindi le innovazioni ingegnose, di cui alcune ludiche ma molte utili e in grado di risolvere problemi comuni ad un grande numero di persone, facendolo con ingegno, tecnologia e massima usabilità.

Read 663 times Last modified on Martedì, 15 Novembre 2016 12:12

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Chiara Setti

Food lover, young mom e travel addicted. In italiano: nel tempo libero è sempre con le mani in pasta o alla ricerca di nuovi luoghi da visitare. Curiosa, creativa e sognatrice, ama le lunghe colazioni, il mare, le riviste di moda e la focaccia pugliese con la mortadella.