Social network o Media company: cosa vuole fare Facebook da grande?

Chissà a quali nuovi idee sta già lavorando Adam Mosseri, il responsabile News Feed di Facebook, che, c’è da dire, non smette un attimo di pensare e provare nuove soluzioni per rendere ancora più potente la macchina da soldi ideata da Zuckerberg. Gli aggiornamenti dell’algoritmo oramai più famoso al mondo si succedono con una frequenza tale da richiedere una costante attenzione agli effetti e la capacità, da parte delle aziende, di individuare strategie per mantenere una posizione di primo piano nel flusso dei post di utenti e competitor, per non sparire tragicamente dai radar del social-consumatore.

Di certo le ultime novità riguardo la diffusione dei post degli utenti sembrano confermare la tendenza adottata già da agosto di due anni fa con la rivoluzione copernicana che pose al centro dell’attenzione i contenuti che creano interazione, e quindi, il più delle volte, quelli della propria rete personale, rispetto a quelli delle pagine. E questo supera un po’ quello che è l’allarme in cui siamo caduti tutti noi della comunicazione, primi fra tutti i social manager, ossia il timore che le pagine aziendali vedessero crollare drasticamente la propria reach, e, all’interno di un circolo vizioso, anche l’engagement generato che non si riesce, per questo motivo, ad alimentare naturalmente. Lo stesso Zuckerberg, d’altra parte, ha ricordato che “il rafforzamento delle nostre relazioni migliora il nostro benessere e la nostra felicità”. E se c’è arrivato anche l’algoritmo di Facebook…

Ecco quindi che molte aziende sono corse a rivedere il budget degli investimenti previsti sul social, per garantirsi la necessaria vetrina e le prime posizioni in bacheca: strategia che può essere premiante, ma non se viene applicata a pioggia sui contenuti di qualsiasi natura, perché la verità è che bisogna riesumare il caro vecchio principio “Content is king”. Ossia, il valore dell’investimento raddoppia o produce valore, laddove c’è comunque valore nel contenuto.

Largo perciò a post di qualità, ad una content strategy che sappia rispondere agli interessi del pubblico e a quello che sta cercando l’utente (cavalcando il search marketing); che sappia interpretare i trend (anche topic!); che utilizzi tool, app e altri strumenti digitali per portare il contenuto dinanzi ai giusti lettori nel momento e nel luogo opportuno; che utilizzi una grafica di impatto; che preveda una buona dose di video live e che scuota l’utente fino a farlo diventare protagonista di quello che sta guardando e leggendo. Non è sufficiente limitarsi ad abbandonare un contenuto in una pagina, ma occorre coltivarne la diffusione, per creare un’interazione sociale significativa che faccia schizzare in alto il nostro post nel news feed.
Pronti per questa sfida digitale?

Read 76 times Last modified on Martedì, 10 Aprile 2018 08:50

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Alessandra Raccagni

In equilibrio continuo tra scrittura e lettura, tra parola ed ascolto, di recente è stata fulminata dalla rivelazione che in realtà il suo baricentro (un po’ più alto della media) sta nell’otium. Fatta la scoperta, ora non resta che darsi alla pratica: peccato solo per quella dipendenza da smartphone…

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